La Fornarina (Ritratto di donna nei panni di Venere)

Raffaello Sanzio

Perché viene definita Fornarina? L’opera raffigura una donna che, secondo la tradizione, sarebbe stata amante e musa ispiratrice di Raffaello: Margherita Luti, figlia di un fornaio di Trastevere, da cui il soprannome Fornarina. La committenza incerta dell’opera sembra avvalorare l’ipotesi che Raffaello l’abbia dipinta per sé. In realtà, non è da scartare anche l’ipotesi dell’allusione erotica del “forno” per la presenza sullo sfondo di alberi come il mirto, il melo cotogno e l’alloro, attribuiti alla dea dell’amore. Il dipinto è infatti un chiaro esempio di ripresa dei canoni classici. Raffaello, ispirato dalle statue dell’Antica Grecia, ripropone il gesto tipico della Venere classica di coprirsi le sue nudità (vedi anche la Venere di Botticelli). Un altro dettaglio curioso è rappresentato dalla firma di Raffaello. Invece di trovarsi in basso al quadro, stavolta la dicitura Raphael Urbinas si trova sul bracciale che la donna indossa sull’avanbraccio, quasi come un vincolo amoroso.

Data: 1518-1520 ca
Stile: Rinascimento
Dimensioni: 85×60 cm
Posizione: Palazzo Barberini, Roma

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€ 34,80

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