Nel 1894 Klimt viene ingaggiato dal Ministero dell’Istruzione austriaco per elaborare una serie di tele per decorare l’aula magna dell’Università di Vienna.
Nel 1900 viene affisso il primo quadro della serie: Filosofia.
La critica non è proprio entusiastica. Non curante di ciò, Klimt propone la seconda grande tela, dedicata alla facoltà di Medicina. In primo piano, tra le mani di Igea, dea della salute, si aggroviglia un serpente che ricorda quello del bastone di Asclepio, simbolo dell’attività curativa. Sullo sfondo un variegato gruppo di persone viene avvolto dal velo scuro della morte, rappresentando l’inevitabilità della morte. Una critica feroce si scaglia di nuovo sull’artista. Troppi corpi nudi e soprattutto non mira a celebrare la conoscenza bensì a descrivere la pessimistica condizione dell’uomo in balia dell’esistenza. Nel 1903, perseverando nel suo impiego, termina la composizione del terzo pannello, che decretò la rottura finale rottura con il progetto e le istituzioni.
Grazie anche al sostegno economico del suo mecenate August Lederer riuscì a ricomprare le sue tele. Nascoste in un castello per proteggerle durante la seconda Guerra Mondiale, furono distrutte da un incendio probabilmente appiccato dalle truppe tedesche.
Data: 1907
Stile: Simbolismo
Dimensioni: dettaglio di un pannello di 430×300 cm
Posizione: bruciato nell’incendio del Castello di Immendorf (1945)