Giuditta e il capo di Oloferne

Gustav Klimt

Il dipinto anticipa il momento più fortunato della carriera di Gustav Klimt: il periodo aureo. Dopo il suo viaggio in Italia e la visita ai mosaici bizantini di Ravenna, la tavolozza di Klimt si arricchisce di quell’oro che lo contraddistinguerà nella storia dell’arte. Klimt conosceva bene la lavorazione del prezioso metallo, grazie all’infanzia trascorsa nella bottega del padre orafo. Il taglio, estremamente verticale del dipinto, esalta la monumentalità della figura oltre al suo sguardo sensuale che scruta lo spettatore dall’alto in basso. La testa di Oloferne, seminascosta in basso a destra, dona all’opera una composizione fotografica. Quel braccio destro di Giuditta, spinge via la testa del nemico, fuori dallo “schermo”. Non solo decapitata, anche messa da parte. Quella testa non ha più importanza. Giuditta, con gli occhi socchiusi nell’estasi della sua potenza, si mostra a noi, orgogliosa del suo atto e superba nella sua bellezza.

Data: 1901
Stile: Simbolismo
Dimensioni: 84×42 cm
Posizione: Österreichische Galerie Belvedere, Vienna

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€ 34,80

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