Gustav Klimt

Gustav Klimt (1862-1918) era figlio di un incisore. Nella sua carriera fu insignito della Croce di benemerenza dorata e diede vita a molti movimenti artistici: per prima la “Compagnia degli artisti”, poi la “Secessione viennese”, il “Gruppo Klimt”, distaccamento della secessione e infine la Federazione artistica austriaca. Viaggiò molto tra Cracovia, Trieste, Venezia, Monaco, Bruxelles, Londra e Firenze. Le opere di Klimt rappresentavano il fulcro dell’arte viennese dell’epoca. Riunendo le differenti tendenze dello stile liberty internazionale creò una sintesi di ornamenti e figure che lascia all’osservatore un’impressione seducente. Klimt elabora il suo personale concetto di arte intorno al tema dell’eros e della la sensualità femminili, concetto segnato profondamente dalla scoperta freudiana della nozione di inconscio e dalla centralità che vi occupa la sessualità. Rilega gli uomini ad un ruolo marginale mentre la donna lo sovrasta superiore, a volte fiera e crudele, a volte sensuale. Per Klimt la donna è il punto cardine della coppia, è lei che dialoga con l’osservatore, depositaria del mistero dell’amore e capace di generare altra vita.
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